mercoledì, 30 giugno 2004

Non dovrei essere qui a perdere tempo, ma con il naso attaccato sul libro di turno, però sono stanca, ho mal di testa e da qualche giorno mi sto spremendo come un limone, quindi tutto sommato i sensi di colpa non mi attanagliano più di tanto; non vorrei essere qui, quindi vorrei essere altrove, scatta il dove vorrei andare in vacanza e così via fino al dove vorrei andare almeno una volta nella vita- Se me lo si chiedesse in qualsiasi altro momento direi Giappone naturalmente, una fissata più che decennale come me,... e invece adesso chissà perchè (lo so il perchè, è colpa del caldo) mi è tornato in mente dove volevo andare quand'ero piccola. Io volevo andare in Alaska. e faccio presente che il continente americano in genere non ha mai destato in me (salvo per qualche eccezione) particolare entusiasmo. Il motivo era in effetti dei più stupidi, volevo andare lì perchè quella era la patria di una razza di cani che a quei tempi mi piaceva da matti -(piccolo inciso, sempre da bimba mi era venuta la fissa per i cani, come tutti i bambini che non possono averne, solo che per questo mi leggevo e rileggevo quattro volumi di un'enciclopedia dedicata, del tutto fortuitamente capitata a casa mia- poi mi è venuta anche la fissa dei gatti, ma questa è altra storia)-Il cane in questione, l'Alaskan Malamute, oltre a essere visivamente bellissimo, veniva descritto come un genio del mondo animale e soprattutto lo si paragonava a i cani descritti da Jack London, quelli che sentivano il richiamo della foresta, che vagavano sui laghi ghiacciati e riuscivano sempre a trovare il padrone anche in mezzo alle tempeste di neve...
il paesaggio vagheggiato poi era da cartolina, Alaska estiva, con alberi rossi e cielo freddo e limpido riflesso sul lago, o in alternativa gorgheggiante cascatella, e ci mettevo pure la famigliola di orsi che pescava i salmoni (troppi film disney fanno male, altro che mazinga!)
Morale della favola: non lo so, probabilmente ho solo caldo, però questo ripensare ad uno dei miei innumerevoli viaggi mentali scemi di bimba mi ha quasi fatto sorridere,...
almeno finchè non ho cercato un'immagine appropriata con cui suggellare il post... il mio ideale di cane-lupo bello e selvaggio si è totalmente infranta davanti alle tante foto di questi damerini dal pelo impomatato in posa per l'esposizione del momento,... dove diavolo sono finiti i Buck e gli Zanna bianca?
postato da: ecoline | 23:22 | plink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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domenica, 27 giugno 2004
Dialogo tra una me stessa sempre più alienata e G., uno dei commessi del bs al lavoro B., mentre mi avvio con una camminata da notte dei morti viventi verso l'uscita alla fine del turno, oggi:

io(voce in cantina e faccia nera):-ciao... buona settimana...
lui:-ciao! cosa fai quando esci di qui?
io: -studio
lui: -e dopo?
io: -studio
lui: -e stasera?
io: -studio!
lui: -domani?
io: (...)
lui: è interessante parlare con te, hai un sacco di argomenti!
(segue sorrisino sarcastico ma in fondo bonario e mooolto da compatimento! G., e lasciame perdere! )

Insomma, questo insignificante episodio è un sintomo molto chiaro del male, e la diagnosi è che sto diventando un po' misantropa e pure musona, il che, anche se per certi versi è parte del mio temperamento saturnino, non fa un gran bene alla salute... urge cambiamento drastico e ritorno ad una qualche vita sociale!
(i nuovi propositi della settimana parte seconda)
Ma stasera no, studio. (aaahhh!!!!)
Ogni tanto però accenderò la tv, giusto per gufare un po' la Danimarca, ieri con la Svezia ha funzionato...
forza Rep. Ceca!!! manda a casa i vichinghi!!
postato da: ecoline | 20:55 | plink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: sgobbo, buoni spropositi
mercoledì, 23 giugno 2004
E quindi ora ho un motivo serio in più per muovermi ad alzare le tende e ad andarmene a vivere da sola...
Ma a parte questi vagheggiamenti di libertà mi chiedevo, agonizzando davanti all'ennesima puntata di quella famiglia di finti paolotti: quante saranno in totale (non più di una manciata comunque) le frasi che da sole costituiscono da decenni tutto il fraseggio dei serial americani?
cose tipo
"Abbi cura di te" (prima o poi c'è sempre quello che se ne va, ma mai che si sia sentito un + sobrio "stammi bene");
"Sono fiero/a di te" (di solito usato per motivi di futilità imbarazzante);
Il mitico "Te lo prometto" per lo più di fronte a imprese impossibili, che puntualmente falliscono, così il deluso può rifarsi con un ovvio "me lo avevi promesso!"
a qualcuno viene in mente altro?
(queste da sole per fare settimo cielo bastano...)
postato da: ecoline | 21:49 | plink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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martedì, 22 giugno 2004
Questi europei spero di scordarmeli presto...
e ci mancava pure la domanda idiota del giornalista inviato a Trapattoni...
fine, stop, il mio fervore calcistico può tornare in letargo per altri due anni-
postato da: ecoline | 23:04 | plink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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lunedì, 21 giugno 2004
Che strano dover scrivere a qualcuno che non vedi/senti da più di un anno... mi capita ogni tot (circa una volta l'anno appunto) con un amico che vive all'estero- Alla fine diventa un modo per passare in rassegna quello che ci è successo, (gli studi non vanno avanti, lavoro come un mulo, mi è morto il gatto,...) tirare le somme, e un po' sollevarsi sopra problemi, patemi d'animo e sfighe di sorta...una vera terapia dello scrivere!

C'entra solo tangenzialmente ma: ho finito oggi "Guanciale d'erba" di Natsume Soseki...un grandissimo libro! (peccato per la copertina sdolcinata con una tizia appoggiata al tronco d'albero, Neri Pozza, potevi impegnarti un po' di più per uno la cui faccia in Giappone è pure stampata sulle banconote! (questa la so da detective conan!))
postato da: ecoline | 23:31 | plink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: deliro, libri films e dintorni
sabato, 19 giugno 2004
Una persona che di punto in bianco, dopo anni di barba curata e coltivata si rade, fa una certa impressione agli occhi di chi lo conosce, tanto più se trattasi di vecchio amico che non si vede da un po'; occorre intanto riaggiornare il proprio bagaglio di ricordi sull'individuo in questione, perchè appaiono improvvisamente nuove espressioni facciali e quelle che riconosci sono come amplificate, poi il ragazzo dimostra di colpo dieci anni di meno, al che per libera associazione ricordi di sfuggita che lo conoscevi quando ancora la barba non gli era spuntata ed aveva le guance paffute e rosee, cominci a sentire sul gobbo i tuoi ventisette anni neanche fossero una sessantina, ed in definitiva il tutto si esaurisce in un melanconico sospirone sul tempo che passa.

postato da: ecoline | 23:50 | plink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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